Dalle origini del Cristianesimo ai Cavalieri del Tempio

A cura di:


D. Lei ha scritto due grandi trilogie storiche apparentemente molto diverse. Cosa le unisce?

R. A prima vista sembrano opere lontane: una parla della nascita del Cristianesimo, l’altra dei Templari. In realtà entrambe raccontano la stessa cosa: come nascono, si diffondono e sopravvivono le idee. Mi interessa il momento in cui una convinzione individuale diventa una forza storica capace di attraversare i secoli.

D. Quale delle due trilogie considera più importante dal punto di vista letterario?

R. Probabilmente la trilogia delle origini del Cristianesimo. Affrontare personaggi come Gesù, Pietro e Paolo è stata una sfida enorme. Ho cercato di restituire la loro dimensione umana senza rinunciare alla complessità storica e culturale del loro tempo.

D. La trilogia templare è già stata pubblicata da CIESSE Edizioni. Come è nata?

R. È nata dal desiderio di andare oltre la leggenda dei Templari. Mi interessava capire perché quell’Ordine continui a esercitare un fascino così forte. La risposta che ho trovato riguarda il concetto di custodia: custodire un sapere, una memoria, una responsabilità che supera la vita dei singoli uomini.

D. Nei suoi romanzi i Templari appaiono molto diversi dagli stereotipi esoterici.

R. Ho cercato di evitare i cliché. Non mi interessavano tesori segreti o complotti occulti. Mi interessava il rapporto tra conoscenza e potere. La domanda di fondo era: cosa farei se avessi accesso a una conoscenza che potrebbe cambiare il mondo? La userei o la custodirei?

D. Jacques de Molay sembra avere un ruolo speciale nella trilogia templare.

R. Per me rappresenta il momento in cui un’istituzione muore ma la sua eredità continua. Il rogo di Molay è la fine di un Ordine storico, ma non necessariamente la fine di tutto ciò che quell’Ordine aveva rappresentato.

D. Passiamo alla trilogia sul Cristianesimo. Come ha affrontato la figura di Gesù?

R. Con grande rispetto, ma soprattutto come romanziere storico. Ho cercato di raccontare Gesù all’interno del suo mondo: una Galilea occupata dai Romani, attraversata da tensioni sociali, religiose e politiche. Volevo capire quale uomo potesse emergere da quel contesto.

D. Nel suo Gesù il contesto storico è quasi un protagonista.

R. Assolutamente. Credo che nessuno possa comprendere il Cristianesimo senza comprendere Roma, il Tempio di Gerusalemme, i sistemi fiscali, le aspettative messianiche e le tensioni sociali del tempo. Le idee non nascono nel vuoto.

D. Pietro, nell’Apostolo di Roma, appare sorprendentemente umano.

R. È stata una scelta deliberata. Troppo spesso dimentichiamo che Pietro era un pescatore, un uomo con dubbi, paure e limiti. Proprio per questo la sua storia è straordinaria. Non era destinato a diventare una figura centrale della storia mondiale.

D. Che ruolo ha Paolo di Tarso nella sua interpretazione delle origini cristiane?

R. Paolo è il grande costruttore. Se Gesù accende la scintilla e Pietro garantisce la continuità della testimonianza, Paolo è colui che trasforma un movimento locale in una proposta universale.

D. La trilogia cristiana è ancora inedita. Cosa cerca oggi da un editore?

R. Cerco una casa editrice che abbia una diffusione nazionale e una particolare attenzione alla narrativa storica di qualità. È un progetto molto ambizioso e credo abbia bisogno di una collocazione editoriale adeguata alla sua portata culturale.

D. Come descriverebbe il suo modo di scrivere romanzi storici?

R. Non parto dagli eventi, ma dalle persone. Mi interessa capire come vivevano, cosa vedevano, quali paure avevano. La storia è fatta di grandi avvenimenti, ma nasce sempre da esseri umani concreti.

D. Se dovesse riassumere entrambe le trilogie in una sola frase?

R. Direi che raccontano il viaggio delle idee attraverso il tempo: dalla nascita di una visione del mondo nelle strade della Galilea fino alla custodia di un’eredità nelle sale del Tempio e nelle coscienze dei suoi ultimi cavalieri.

D. Su cosa vorrebbe che il lettore riflettesse chiudendo l’ultima pagina?

R. Sul fatto che le civiltà non sono costruite solo dai potenti. Molto spesso nascono da uomini apparentemente marginali che scelgono di essere fedeli a ciò che ritengono vero, anche quando il prezzo da pagare è molto alto.


Carlo Santi

Scrittore di narrativa storica

Carlo Santi è autore di romanzi storici caratterizzati da una forte attenzione alla ricostruzione delle epoche, alla dimensione umana dei protagonisti e ai rapporti tra potere, fede, conoscenza e memoria. Le sue opere privilegiano un approccio realistico e documentato, nel quale i grandi eventi della storia vengono raccontati attraverso la vita concreta degli uomini che li hanno vissuti.

Tra i suoi lavori più significativi figura la trilogia dedicata ai Cavalieri del Tempio, composta da Il giuramento dei nove, Il sapere nascosto dei Templari e Jacques de Molay, pubblicata da CIESSE Edizioni. In questi romanzi l’autore ripercorre la nascita, l’evoluzione e il tramonto dell’Ordine templare, intrecciando rigore storico e riflessione sul tema della custodia del sapere.

Parallelamente ha sviluppato una seconda trilogia dedicata alle origini del Cristianesimo, composta da Il Messia di Nazareth, Paolo di Tarso e L’Apostolo di Roma. Attraverso le figure di Gesù, Paolo e Pietro, l’autore racconta la nascita del movimento cristiano all’interno del contesto politico, sociale e religioso dell’Impero Romano del I secolo. Questa trilogia è attualmente inedita ed è proposta a editori di profilo nazionale interessati alla narrativa storica di alta qualità.

Nelle sue opere Santi si distingue per una scrittura sobria, rigorosa e riflessiva, orientata non soltanto al racconto degli eventi, ma alla comprensione dei processi storici e delle idee che attraversano i secoli.