L’Editoriale di Carlo Santi

Silvia Pascale non √® nuova a progetti che vedono coinvolte pi√Ļ persone. Una prova √® il suo ultimo libro FIORI DAL LAGER, dove ha raggruppato oltre 50 familiari di IMI per raccontare le loro tristissime storie da deportati nei Lager nazisti da parte di genitori, nonni, zii.

Silvia ha saputo trasferire su carta le emozioni di molte persone, ma la sua grande capacit√† di coinvolgimento ora ha creato un nuovo progetto non solo editoriale, altres√¨ pensato persino per il teatro. Ha preso spunto da un libro eccelso, immenso, indimenticabile di Giovannino Guareschi: La favola di Natale. Scritta nel dicembre¬†1944¬†durante il periodo di prigionia, venne raccontata per la prima volta la sera della Vigilia di¬†Natale¬†dello stesso anno nella sua baracca nel campo di prigionia. Guareschi nella premessa della favola indica come donne ispiratrici¬†Freddo, Fame e Nostalgia. Non solo un libro, “La favola di Natale” √® stata anche una rappresentazione teatrale, con musiche scritte dal maestro Arturo Coppola, compagno di prigionia di Guareschi, che le compose proprio in concomitanza con la stesura della favola.

Causa Covid-19, Silvia ha riunito i suoi studenti in videoconferenza e, ispirandosi al libro di Natale di Guareschi, ne è uscita una loro rivisitazione editoriale, pensata anche al teatro. Tale progetto editoriale diventerà un libro targato CIESSE Edizioni

L’iniziativa √® stata ben presentata in un bello e completo articolo di TGCom24, che ripropongo qui sul nostro Blog in forma integrale.

Fonte: TgCom24

Guareschi entra nella didattica a distanza di una scuola di Treviso: “Isolati per il coronavirus come lo fu lui”

La sospensione delle lezioni in presenza non ha fermato il lavoro degli studenti dell ľIstituto Stefanini: “Salta la rappresentazione teatrale del 7 maggio de  ľLa favola di Natale ľ, ma non il nostro incontrarci in un sogno, come i protagonisti del testo studiato”

Per gentile concessione di © Eredi di Giovannino Guareschi

“A causa del coronavirus¬†siamo bloccati anche noi, in casa, certo, e non in guerra, ma comunque impossibilitati a frequentare amici e parenti.¬†Ci sentiamo isolati come lo scrittore Giovannino Guareschi nei suoi anni di prigionia¬†e possiamo solo incontrarci in un sogno, la nostra aula virtuale, un po’ come fecero i protagonisti dell’opera studiata, ‘La favola di Natale'”. E’ con questa motivazione che gli alunni della II G e II H dell’Istituto Comprensivo Stefanini¬†di Treviso¬†hanno convinto la loro docente di Lettere¬†Silvia Pascale, storica e scrittrice, a rivedere il progetto sul quale stavano lavorando dall’inizio dell’anno, e dargli cos√¨ nuova vita. “Al posto della rappresentazione teatrale del 7 maggio¬†– spiega l’insegnante a¬†Tgcom24¬†– svolgiamo nell’ambito della didattica a distanza un lavoro creativo che ha coinvolto anche i genitori e che¬†confluir√† in un libro”. Con il placet di Alberto Guareschi, figlio di Giovannino, e della ministra della Scuola Lucia Azzolina.

L’imprevisto si trasforma in una nuova attivit√† scolastica –¬†“E’ da settembre – racconta a¬†Tgcom24¬†Silvia Pascale¬†– che nell’ambito del progetto ‘Ripensare la memoria’ con le mie due seconde media affrontavo¬†il tema degli Internati militari italiani, gli Imi, durante la Seconda Guerra Mondiale, un percorso scolastico che ci ha portato a leggere in classe¬†‘La favola di Natale’ di Guareschi, opera teatrale scritta nel dicembre del 1944 durante la prigionia dello scrittore, prigioniero in un lager nazista, che in seguito diverr√† famoso con i personaggi di Don Camillo e Peppone”.
Cos√¨ dopo mesi di studio teorico, il secondo quadrimestre avrebbe dovuto portare gli studenti alla pratica attraverso un laboratorio creativo che doveva culminare sul palco dell’auditorium della scuola, il 7 maggio, nel 75mo della fine del conflitto mondiale. “Ma con la chiusura della scuola¬†dal 24 febbraio sono saltate le prove e lo spettacolo – aggiunge la docente. – Quando in videolezione ho annunciato la cancellazione dell’evento agli studenti, sono stata travolta dalla loro¬†ondata di¬†delusione, ma con essa √® arrivata anche un’idea che rimetteva tutto in gioco”.

Energy Mix!!viva Il Guareschi ed i suoi splendidi racconti!

Gepostet von Michela Bayou am Freitag, 10. April 2020

Il coronavirus, infatti, non ha fermato la fantasia degli alunni. “‘Ora ci sentiamo isolati come Giovannino’, mi dicevano i ragazzi, ai quali – continua la professoressa Pascale – pesa loro questa condizione, spesso da figli unici, con il divieto di impegnarsi nelle loro attivit√† extrascolastiche, di incontrare amici e cugini e soprattutto di non poter abbracciare i loro nonni. E hanno dato vita a un’altra attivit√† che dallo schermo del pc ha coinvolto anche i loro genitori. Cos√¨ ‘La Favola di Natale’ di Guareschi, che di per s√© gi√† si presta all’interdisciplinarit√†, perch√© non solo coinvolge la scrittura ma anche musica e arte, non sar√† rappresentata con l’accompagnamento dell’orchestra e del coro della scuola, ma trover√† spazio in un volume in preparazione per Ciesse Edizioni”.

Cos√¨¬†poesie, riflessioni, brevi pensieri, ma anche disegni e origami¬†sulla storia del piccolo Albertino che nella notte di Natale raggiunge, accompagnato dalla nonna, il pap√† internato in un lager nazista, in un viaggio onirico attuale anche oggi e¬†che per certi aspetti ricorda quello di Alice nel Paese delle Meraviglie,¬†andranno ad arricchire¬†il volume¬†di Silvia Pascale, consigliere nazionale di Anei, l’Associazione¬†Ex Internati che supporta il progetto,¬†proprio su Giovannino Guareschi e il suo internamento dopo l’8 settembre 1943, che vedr√† la luce lo stesso¬†il 7 maggio .

Il plauso della ministra Azzolina e di Alberto Guareschi –¬†“Sono queste le azioni didattiche che fanno della nostra scuola una vera comunit√†”, √® il messaggio che ha fatto arrivare a docente e studenti la¬†ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina.

Sorpreso e soddisfatto di questa grande prova anche¬†il figlio di Giovannino Guareschi, Alberto.¬†“E’ confortante sapere che questa favola, le cui muse ispiratrici furono ‘fame, freddo e nostalgia’, nata per consolare gli internati militari nei Lager tedeschi lontani dai loro cari, sia riuscita a coinvolgere emotivamente anche questa nuovissima generazione”.